Appena arrivati al Pireo non potevo far altro che pensare alla imminente visita all’Acropoli. Il programma della giornata era particolarmente fitto e quindi mi sono presentato ai cancelli di accesso all’orario di apertura. Ho voluto utilizzare l’ingresso principale per poter ricalcare, quanto più possibile, il percorso della processione panatenaica. Malgrado i tantissimi visitatori, l’impatto emotivo della salita è fortissimo e passare attraverso i Propilei è stato letteralmente commovente.

Oltrepassati i Propilei e trascorsi quei minuti necessari a farmi placare, mi sono reso conto di quanto siano intensi i lavori di restauro dell’Acropoli. Blocchi di marmo, gru, strumenti di segagione, perfino i suoni delle macchine al lavoro, mi facevano credere di essere a Carrara più che ad Atene. Il cantiere sembra perfettamente organizzato e non intralcia eccessivamente la fruizione del pubblico. Vista la posizione arroccata e il contesto, il trasporto dei blocchi avviene con con delle gru e carrelli su binari, come quelli chiaramente visibili a sud-est del Partenone.

Cantiere Acropoli di Atene

Lavori sul Partenone

Trasporto blocchi di marmo

Intervenire sull’Acropoli e sul Partenone, siti così particolarmente complessi e caratterizzati dal susseguirsi di innumerevoli modifiche, riadattamenti, cambiamenti d’uso, spolia e “ripristini” è una operazione quanto mai complessa.

Ai piedi del Partenone, a copertura di una parte del cantiere, sono esposti pannelli informativi sulle caratteristiche del restauro ed è accessibile un sito internet (LINK) che descrive e pubblica in modo dettagliato gli interventi.

Mi ha particolarmente colpito il ripristino delle parti mancanti o particolarmente danneggiate attraverso l’uso di marmo pentelico appena cavato. Il nuovo materiale viene lavorato seguendo un calco delle parti da sostituire e viene alloggiato in situ ed assicurato in modo non permanente attraverso grappe in titanio e malta. Naturalmente, assicurano i pannelli, ogni intervento rispetta la prassi internazionale del restauro, ogni integrazione è distinguibile dall’originale e reversibile.

Molto tempo dopo Lord Elgin, e con tutt’altri scopi, molte delle decorazioni architettoniche ancora in situ, necessitavano di interventi di conservazione tanto importanti da richiedere la loro sostituzione con delle copie. Gli originali sono ora conservati al Museo dell’Acropoli che, vista la straordinaria quantità dei reperti, è stato di recente inaugurato nella nuova e grande sede. Il catalogo del museo si conclude in modo celebrativo con la fotografia del 14 Ottobre 2007 (da ricordare cosa sarebbe avvenuto in Grecia poco dopo) che ritrae l’arrivo del primo container metallico trasportato via gru dall’Acropoli.

Metopa Partenone
Metopa Occidentale 1 che ritrae una Amazzone.
Rimossa nel 2012 dal Partenone ed ora esposta al Museo dell’Acropoli.
Graffito sulla metopa del Partenone
Dettaglio del graffito

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