Congedati al mattino presto i colleghi ed i professori, non restava che organizzare la giornata libera in attesa del traghetto delle 21:00 verso Atene. Seguendo il consiglio di Alessandra, io e lei siamo andati a Chanià, seconda città dell’isola. Da Heraklion sono circa due ore e mezza di autobus, ma il viaggio è già uno spettacolo. Ancora una volta rimango sorpreso dalla varietà di Creta: paesaggio e vegetazione cambiano ancora dirigendosi verso ovest.

Creta Occidentale
In viaggio verso la Creta Occidentale

Chanià è davvero bellissima, adagiata sul suo porto e divisa a metà da una lunga arteria rettilinea. A sinistra, guardando il mare, si sviluppa la città veneziana dalle vaghe reminiscenze di decorazioni architettoniche lagunari; a destra invece la città turca con le sue viuzze tortuose.

La povera Alessandra non avrebbe mai immaginato che, dopo la settimana totalmente dedicata all’archeologia, l’avrei voluta trascinare anche nel primo giorno libero ad un Museo Archeologico. La collezione è ospitata nell’antica chiesa veneziana di San Francesco, ed accoglie alcuni dei pezzi tanto studiati e a me più cari come la Master Impression, oltre ad una ricca serie di tavolette e anfore a staffa con iscrizioni in Lineare B.

Panoramica del museo

Spada di tipo miceneo

Master Impression Museo di Chania
La magnifica Master Impression da Kastelli

Come già accennavo poco sopra, il motivo principale della mia visita qui era vedere la Master Impression. Si tratta dell’impronta di un grandissimo anello sigillo rinvenuta a Kastelli nella Creta Occidentale e datata alla seconda metà del XV sec. a.C. (TM IB). La scena è dominata da un personaggio maschile che regge una lancia, secondo una iconografia che trova riscontri simili anche in altre rappresentazioni dell’arte minoica, basta confrontarla con la Coppa del Capitano del museo di Heraklion. Nella parte bassa si sviluppa una città costiera, verosimilmente la stessa collina di Kastelli, con i palazzi coronati da corna di consacrazione.

Pisside da Kalami con aedo
Pisside da Kalami con aedo che suona

L’altro “pezzo forte” del museo è la famosissima pisside da Kalami piuttosto tarda (1300-1250 a.C. TM IIIB). La scena principale mostra un aedo intento a suonare circondato da simboli che richiamano la sfera sacra e del mondo ultraterreno: corna di consacrazione che sembrano delle barche e uccelli. Forse la stessa fascia decorata che divide l’aedo dai volatili allude alla separazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Questa interpretazione è anche favorita dal ritrovamento di questo oggetto in un contesto funerario, ma la mente corre facilmente ad Omero e genera forse troppo facili collegamenti con l’affresco dell’aedo di Pilo (che purtroppo non ho visitato ancora!), anch’esso accompagnato nel suo canto da un grande volatile.

Chanià, con il suo palazzo, rimase un centro primario fino in epoca tarda (Età Palaziale Finale e inizio del Post-Palaziale) come sembrano testimoniare i ritrovamenti delle tavolette e delle anfore a staffa in Lineare B. Questa forma vascolare era destinata al trasporto di olio, in questo caso da Creta verso la Grecia continentale, verosimilmente per la produzione di unguenti profumati, una delle principali merci di scambio internazionale dei Micenei. Da segnalare che provengono da Chanià le anfore con l’iscrizione wa-na-ka-te-ro (del wa-na-ka), evidentemente una specifica indicazione che questi contenitori erano destinati al “re”.