Se, nonostante la grande meraviglia, il sito di Cnosso mi ha lasciato qualche perplessità, il museo archeologico di Heraklion mi ha davvero colpito. Di certo lo stupore è stato favorito dal poter ammirare con i miei occhi i reperti tanto studiati sui libri (il Vaso dei Mietitori mi ha dato il colpo di grazia) e poterne apprezzare la presenza fisica. Questo mio entusiasmo ha fatto sì che non mi rendessi subito conto di alcune scelte museografiche non particolarmente felici, come la mancanza di un adeguato apparato informativo e delle didascalie esaustive e puntuali.

Ceramica di Kamares
Ceramica di Kamares

Come già accennato, i pezzi che più volevo vedere dal vivo, e che si sono rivelati ben oltre ogni aspettativa costruita sui libri, sono i tre vasi da Haghia Triada di Età Neopalaziale: il Vaso dei Pugili, la Coppa del Capitano e Il Vaso dei Mietitori. Si tratta di opere dall’iconografia e fattura straordinarie, realizzate intagliando finemente la steatite nera.

Il Vaso dei Mietitori mostra una scena processionale o una danza legata in qualche modo al raccolto. Sono da notare gli straordinari dettagli e l’espressività dei volti che sembrano cantare accompagnati dal suono del sistro che viene suonato da una figura che emerge dal corteo.

La Coppa del Principe mostra due giovani personaggi maschili, probabilmente di due età diverse. Quello di destra, che ricorda la Master Impression vista a Chanià, porge una lancia a quello di sinistra che ha una spada appoggiata alla spalla e rappresenta forse una qualche scena di tipo iniziatico.

Il Rhyton dei Pugili si articola in quattro registri, tre dei quali mostrano scene inerenti a gare, lotte, pugilato e una taurocatapsia (salto del toro). Anche in questo caso è ipotizzabile che siano rappresentati rituali di passaggio dei giovani adulti.

Vaso dei Mietitori da Hagia Triada
Il Vaso dei Mietitori, dettaglio del suonatore di sistro

Di certo non di minor interesse, nella sala dedicata ai reperti relativi alla sfera del sacro, il rhyton in clorite che raffigura un santuario delle vette, verosimilmente quello di Traostalos visto che il reperto viene dal palazzo di Kato Zakros. Da notare, oltre alla resa architettonica, la vivacità di quella delle raffigurazioni animali e le applicazioni in foglia d’oro.

Rhyton Santuario delle Vette dal palazzo di Zakros
La bellissima iconografia del rhyton da Zakros

Ancora da Haghia Triada un’altra opera straordinaria: il Sarcofago. Si tratta di una rarissima larnax in calcare stuccato e dipinto ad affresco con scene complesse, probabilmente rituali connessi alla sfera funeraria (1370-1300 a.C. TM IIIA2).

Nella piano superiore, purtroppo solo parzialmente accessibile, sono ospitati i più importanti affreschi minoici, soprattutto dal Palazzo di Cnosso e dalle residenze nelle immediate vicinanze. Dai libri non mi era mai stato particolarmente chiaro il concetto di “affresco a rilievo” e non la avevo considerata una tecnica così raffinata, ma quando mi sono ritrovato davanti a queste opere ho capito il suo valore straordinario.

Affresco minoico con delfino

Affresco con delfino

La straordinaria tecnica a rilievo

Con mia molta sorpresa (devo ammetterlo, non mi ricordavo che fossero in questo museo), l’ultima sala ospita, tra gli altri, rilievi dal periodo Dedalico – Arcaico (VII sec. a.C.) dal tempio A di Prinias e da quello di Atena di Gortina, alcune delle prime attestazioni di decorazione architettonica figurata dell’età storica greca.

Tempio A di Prinias
Rilievi architettonici del Tempio A di Prinias

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