Il piccolo, ma ricchissimo, museo è ospitato all’interno del sito archeologico, a pochi passi dalla cittadella. Entrando nella hall ho avuto la percezione che si trattasse di una sede espositiva un po’ sottotono rispetto all’importanza del contesto. Questa sensazione si è rivelata totalmente infondata non appena avviata l’audioguida e analizzando le vetrine coi reperti. Questo museo, di certo estraneo ad avvincenti apparati multimediali, mi ha davvero stupito: i pannelli informativi, le didascalie e l’allestimento sono davvero studiati con accuratezza e, almeno a mio avviso, precisione. I riferimenti cronologici sono indicati sia in cronologia assoluta che in quella relativa (un aspetto davvero utile).

Nella prima sala sono ad esempio illustrate le variazioni della ceramica e delle statuine votive su base cronologica, corredate da un completo apparato didascalico e informativo in doppia lingua.

Una delle sezioni a me più interessanti è quella che ospita i reperti dal contesto religioso del Cult Centre, il complesso architettonico composto da più edifici che sorge vicino al Circolo A. Oltre alle tante offerte votive e statuette più o meno grandi, qui è ricostruita la parete e la banchina decorate della Stanza degli Affreschi che risale all’ultimo periodo di vita della cittadella che precede la distruzione della fine del TE IIIB. Non è semplice ricostruire il significato di questa rappresentazione, ma appaiono evidenti i riferimenti all’architettura di tradizione minoica elaborati in ambito miceneo, come le corna di consacrazione, le colonne e le decorazioni. Anche la grande figura femminile di destra che tiene un bastone è abbigliata secondo la tradizione cretese, mentre quella di destra regge una spada. In basso, più piccola, un’altra figura femminile che tiene nelle mani del grano, forse una divinità legata alle messi. Ancora più dubbio appare invece il significato delle due piccole figure maschili sovrapposte tra le due grandi figure femminili.

Un’altra sezione che desidero descrivere brevemente è quella relativa alla produzione artigianale e al commercio micenei. Oltre ai resti di lavorazione dell’avorio che provengono da vari contesti del sito del TM IIIB, sono esposti molti strumenti di produzione come le matrici in pietra e in steatite rossa. In un’altra vetrina sono invece disposti vari Orientalia e Occidentalia raggruppati per provenienza geografica, una grande cartina sulla sfondo illustra in modo molto chiaro gli orizzonti di scambio dei Micenei.

Commercio Miceneo
Vetrina che illustra gli scambi dei Micenei

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