Per fortuna gli orari dei musei e dei siti in Grecia sono molto generosi e permettono di riuscire ad organizzare una giornata decisamente intensa. Nonostante ciò, la stanchezza si fa sentire e quindi ho dovuto selezionare in modo deciso su cosa soffermarmi, e la scelta è ricaduta sui reperti del periodo minoico e di quello miceneo. Non è stato facile “ignorare” i tanti kouroi e la sezione sulle ceramiche e quella sui bronzi, ma di certo tornerò (e comunque qualche sbirciatina l’ho data).

Devo confidare che l’oggetto che più desideravo vedere era una pisside esagonale, realizzata in legno e rivestita di placche in oro decorate con la tecnica repoussé. Questo magnifico reperto proviene dalla Tomba V del Circolo A di Micene e si data alla seconda metà del XVI sec. a.C. (Periodo delle Tombe a Fossa). L’aspetto più straordinario, oltre alla finezza della lavorazione, è che le scene rappresentate, malgrado il bucranio e la spirale, sembrano appartenere ad una tradizione stilistica estranea all’orizzonte egeo.

Gli altri oggetti sui quali vorrei soffermarmi sono le armi, in particolare i pugnali ageminati provenienti da vari contesti funerari di Micene, Vafiò e Pilo. L’agemina è una tecnica metallurgica molto raffinata che corrisponde ad una sorta di intarsio. Figurine ritagliate da sottili lamine di metalli preziosi, come l’oro, l’argento e il rame, vengono allettate su delle sedi appositamente create su un supporto di un metallo meno nobile o di un colore a contrasto. Le dimensioni sono spesso molto minute, quasi confrontabili con i capolavori della glittica, rendendo questi oggetti ancora più straordinari. La ricchezza e l’esclusività di questi corredi invitano a far riflettere sul livello e la scala dei contatti che potevano vantare i “Micenei” in un periodo antecedente allo sviluppo dei palazzi.

Due altri splendidi reperti provengono anch’essi da una tomba, in questo caso a tholos, presso Vafiò: si tratta delle Tazze di Vafiò, che danno anche il nome a questa particolare forma di contenitore. Malgrado la leggera diversità di finezza di esecuzione, probabilmente da imputare all’opera di due artigiani diversi (forse uno cretese ed uno continentale ispirato dal primo?), sono due esemplari straordinari. Le tazze erano verosimilmente una coppia, visto che entrambe mostrano vivaci scene in sequenza temporale relative alla cattura dei tori, quasi che un aedo potesse iniziare a cantare facendo ruotare questi oggetti tra le mani per illustrare le scene del suo racconto.

Tazza di Vafiò
La cattura del toro

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