Dopo una lezione introduttiva alla base SAIA di Agioi Deka ci siamo spostati verso il poco lontano Palazzo di Festòs. La configurazione paesaggistica della Messarà, la grande pianura alluvionale che ospita il palazzo, Haghia Triada e Kommos, solo per citare alcuni dei siti più famosi, è completamente diversa dall’area di Cnosso. Il palazzo sorge infatti su una delle tre colline di Festòs: Christos Effendi, Acropoli mediana e Palace hill/Kastri, in una posizione dominate sulla vallata, il Monte Ida, la grotta di Kamares e vicina al mare (la linea di costa si è allontanata progressivamente).

Tuttavia è verosimile che una tale collocazione privilegiata non fosse il riflesso di una qualche non meglio identificata volontà “palatina” di controllo sul territorio, ma, al contrario, garantisse la visibilità del sito stesso alle comunità della Messarà, soprattutto nei periodi più antichi del Pre e Protopalaziale (Bronzo Antico e Bronzo Medio).

Festòs è il palazzo minoico che meglio documenta la fase Protopalaziale del Bronzo Medio. I resti dell’antica struttura monumentale sono ancora parzialmente visibili poiché la facciata del secondo palazzo (grossomodo inizio del Bronzo Tardo) venne arretrata verso oriente senza quindi obliterare del tutto le strutture precedenti, alcune delle quali vennero ricoperte di uno strato di “calcestruzzo” preservandole. Occorre ricordare che il secondo palazzo, il più tardo rispetto agli altri centri palatini dell’isola, vada letto ed interpretato in rapporto con la vicina Haghia Triada dove sono emersi chiari segni che quantomeno la funzione amministrativa si fosse ivi trasferita “a discapito” di Festòs.

I resti del primo Palazzo di Festòs

I resti del primo Palazzo di Festòs

Il complesso monumentale del palazzo era un organismo architettonico unitario articolato in varie terrazze. Peculiarità di Festòs è la presenza di tre corti ad occidente a diverse altezze e collegate nell’ultima fase del primo palazzo da una serie di scalinate. L’importanza verosimilmente rituale del grande Cortile Occidentale, come anche a Cnosso, è sottolineata dalla cd. Area Teatrale e dai percorsi processionali, una sorta di marciapiedi rialzati che delineano dei tracciati privilegiati. Più incerta resta invece la funzione delle kouloures, grandi cavità circolari in muratura, forse granai.

Sul Cortile Occidentale si apriva la facciata monumentale mossa da sporgenze e rientranze, elemento tipico dell’architettura minoica, realizzata alla base da ortostati. Su questa facciata, nella fase immediatamente precedente alla distruzione del primo palazzo, vennero addossati dei sacelli. Qui sono chiaramente visibili i resti rasati del primo palazzo, mentre quelli del secondo sorgono in posizione arretrata di qualche metro. Attraverso un propileo era possibile raggiungere la Corte Centrale del palazzo.

Palazzo di Festos scalinata
Scalinata verso il Cortile Centrale

Dal Cortile Occidentale verso quello Centrale

Il Cortile Centrale

Dal Cortile Centrale è possibile accedere all’area dei Magazzini Occidentali dove è ben visibile uno dei numerosi mason’s marks di Festòs. A nord invece si apre la facciata monumentale verso i cd. Appartamenti della Regina e il Megaron del Re, anche questi pertinenti al secondo palazzo.

I Magazzini Occidentali con il Mason’s Mark

Gli appartamenti reali, nel lato settentrionale del palazzo, sono caratterizzati da quei tipici elementi architettonici neopalaziali che si ritrovano in modo molto simile in tutti i maggiori centri, come Cnosso, Mallia e Haghia Triada. Si tratta dei polythyra (sistemi di porte e pilastri per la regolazione delle luce e dal forte impatto scenografico nella rimodulazione degli spazi interni) e dai bacini lustrali. Vista la maggiore omogeneità nei vari centri dell’isola, sembra verosimile ipotizzare, in questo periodo, un livello di coordinamento/controllo maggiore e più esteso da parte di Cnosso.